Basilica di San Vitale

A Cura di:  Cristiana Margherita


La Basilica di San Vitale fu ideata e iniziata in epoca teodoriciana, quando la città era ancora capitale del regno ostrogoto (Fabbri P., 2006, p. 61), secondo un modello a pianta centrale, ispirata alle chiese di Costantinopoli, che rompe la tradizionale impostazione delle chiese ravennati (Bovini G., 1966, p. 32).
La sua struttura è ispirata al teatro-platea, con palchi e arconi a nicchia, definendo il suo carattere di chiesa imperiale, dove si celebravano i riti più rilevanti della corte (Fabbri P., 2006, p. 62).
La sua costruzione venne condotta secondo l’usanza del tempo di valorizzare alcuni santi e martiri, in questo caso Vitale e il protovescovo ravennate Apollinare, attraverso l’erezione di chiese nei presunti luoghi del loro martirio o della prima sepoltura (Fabbri P., 2006, p. 62).
La struttura della Basilica di San Vitale è tra le più complesse, le sue componenti architettoniche essenziali sono le seguenti:
• Un ingresso[1] costituito da un singolare nartece “a forcipe”, cioè terminante ad esedre affrontate, in origine preceduto da quadriportico. Presso le estremità è tangente a due torri contenenti le scale che portavano al piano superiore, destinato al matroneo (Bovini G., 1966, pp. 29-30). Una delle torri, quella di destra, nel X secolo viene trasformata in campanile (Fabbri P., 2006, p.62);
• Questo ingresso si dispone in modo asimmetrico rispetto all’asse principale della chiesa, in quanto tange un angolo della struttura ottagonale dell’edificio (Bovini G., 1966, pp. 29-30). Il perimetro interno dell’ottagono è costituito da un ambulacro e al primo piano da matroneo, zona riservata alle donne (Fabbri P., 2006, p.62);
• Concentrico al precedente vi è un altro ottagono, delimitato da otto pilastri, su cui si imposta la cupola. Su sette lati si aprono delle esedre semicircolari, mentre sull’ottavo lato, rivolto ad est, si apre il presbiterio e l’abside, questo è particolarmente profondo, tanto da sporgere verso l’esterno (Fabbri P., 2006, p.62);
• Ai lati dell’abside sporgono due cappelle (Fabbri P., 2006, p.62).
Grazie alla monumentalità interna e all’eleganza delle linee architettoniche, si crea una suggestiva alternanza di spazi pieni e vuoti, e di luci e ombre, che può essere notata muovendosi attorno all’ambulacro e verso il centro, l’effetto che si ha è quello di estreme leggerezza (Fabbri P., 2006, p.62).
A caratterizzare la bellezza della basilica sono i capitelli e i pulvini, finemente lavorati a motivi di foglie d’acanto, arrivati già finiti da Costantinopoli, negli anni successivi alla presa di Ravenna.
La cupola è stata affrescata più volte nel tempo, attualmente gli affreschi presenti risalgono all’ultimo Settecento, risultando incoerenti con la severità dell’arte paleocristiana sottostante.
San Vitale è l’unico edificio ravennate paleocristiano nel quale è presente ancora il piano originale, infatti si trova ad un paio di metri sotto il livello di calpestio circostante. Parte della pavimentazione è stata rifatta nel XVI secolo, ma restano ancora alcuni lacerti di mosaico sia nella parte centrale e sia nell’ambulacro. Nell’abside e nel presbiterio il pavimento è stato completamente rifatto nel primo del Novecento (Fabbri P., 2006, p.64).
Di fronte all’ingresso vi è un’esedra con uno specchio d’acqua che indica il livello della falda, che è mantenuto costante da un sistema di pompe. Secondo la tradizione questo sarebbe il luogo del martirio di San Vitale[2], soldato romano convertito al cristianesimo al tempo di Nerone. Qui nel V secolo fu costruito un sacello del quale si scorgono tuttora il basamento dell’altare originario e il mosaico pavimentale (Fabbri P., 2006, pp.64-65).
I mosaici posti sulle pareti e sulle volte del presbiterio e dell’abside sono la maggiore attrazione della chiesa e uno dei punti focali dell’arte musiva paleocristiana.
L’accesso al presbiterio è caratterizzato da un arcone, nel cui intradosso sono raffigurati quindici medaglioni che contengono il busto di Cristo (Bettini S., 1965, p. 7; Muratori S., 1945, p. 9), alla sommità, dei dodici Apostoli e dei presunti figli di San Vitale, i Santi Gervasio e Protasio.
Nella volta del presbiterio vi è rappresentato l’agnello di Dio su un fondo di 27 stelle[3] e contornato da festoni di foglie e frutti.
Nella parete sinistra del presbiterio vi è una lunetta con l’annuncio ad Abramo e Sara della nascita di un figlio da parte di tre angeli, rimarcando il concetto di Trinità. Sulla destra c’è la rappresentazione del sacrificio di Isacco, da parte del padre Adamo, richiesto da Dio come prova di fedeltà, e dall’alto scende la mano del Signore che ferma quella di Abramo. Sopra alla lunetta c’è il profeta Geremia, al centro gli angeli con la croce, a destra Mosè che riceve la legge nel Sinai, e Aronne con i rappresentanti delle tribù d’Israele (Bovini G., 1966, pp. 34-36).
Ai lati della trifora ci sono gli evangelisti Giovanni e Luca con i rispettivi simboli, e nell’arco sopra una serie di volute di tralci di vite che simboleggiano la morte e la resurrezione (Bettini S., 1965, p. 7; Bovini G., 1966, p. 36).
Nella parete destra del presbiterio c’è nella lunetta il sacrificio a Dio da parte di Abele e di Melchisedec. Attorno alla lunetta, da sinistra, vi è Mosè che pascola il gregge, Mosè che si toglie i calzari per andare sul roveto ardente, gli angeli con la croce, il profeta Isaia. Ai lati della trifora gli Evangelisti Matteo e Marco con i rispettivi simboli (Bettini S., 1965, p. 7; Bovini G., 1966, pp. 36-40).
Le due pareti hanno identici schemi compositivi e sono nematicamente legate alla volta, infatti in entrambe le lunette il tema è quello dell’offerta sacrificale e legata ad esso è Mosè che istituì il sacrificio pasquale (Fabbri P., 2006, p. 65).
In relazione all’agnello sacrificale della volta sono le figure degli evangelisti con i propri simboli che sono legati alla teologia del tempo che vedeva in essi le fasi salienti della vita di Cristo: la nascita nell’angelo di Matteo, la passione nel vitello di Luca, la resurrezione nel leone di Marco e l’ascensione nell’aquila di Giovanni (Fabbri P., 2006, p. 65).
Nell’abside vi è rappresentata una scena di apparizione della divinità (teofania). Al centro c’è Cristo che siede sul globo dell’universo e regge in mano il libro con i sette sigilli dell’apocalisse. Ai lati ci sono due figure di angeli-dignitari, Michele e Gabriele, porge una corona a San Vitale, alla sia destra, che ha la mano velata in atto di devozione. A destra c’è il vescovo Ecclesio, fondatore della chiesa. Questa scena è rappresentata come un rituale di corte.
Nell’intradosso dell’arco dell’abside ci sono cornucopie e monogrammi di Cristo che esprimono la concezione dell’impero cristiano e l’abbondanza sotto l’imperatore Giustiniano, simboleggiato dall’aquila (Fabbri P., 2006, p. 65-66).
Nella parete sinistra dell’abside vi è rappresentato l’imperatore Giustiniano al centro della sua corte: da sinistra ci sono sei figure di soldati, uno dei quali regge uno scudo con monogramma di Cristo[4], nonché simbolo dell’impero, poi c’è un dignitario e forse il generale Belisario, che è stato conquistatore di Ravenna. Dopo l’imperatore seguono: una figura che è stata associata a Giuliano Argentario o al prefetto del pretorio, che era rappresentante dell’imperatore in Italia, poi Massimiano, arcivescovo di Ravenna quando la chiesa venne consacrata, e infine due diaconi con i vangeli e il turibolo (Fabbri P., 2006, p. 66; Muratori S., 1945, pp. 10-12).
Le figure si presentano rigide e piatte secondo la tradizione orientale.
Sulla parete destra dell’abside c’è la rappresentazione del corteo dell’imperatrice Teodora, con corona e aureola, preceduta da due dignitari e seguita da sette figure femminili, le prime si è ipotizzato possano essere Antonina e Giovannina, moglie e figlia di Belisario. Anche queste figure seguono la staticità del pannello descritto precedentemente, ma questo è molto più ricco in valori cromatici, anche in relazione alla maggiore varietà delle figure femminili (Fabbri P., 2006, p. 66; Muratori S., 1945, pp. 10-12).
Entrambi i cortei convergono verso l’abside, dove siede Cristo, entrambi gli imperatori sono in atto di offerta alla chiesa della patena e del calice dell’eucarestia, tema coerente con quello più generale rappresentato nel presbiterio. Da notare le vesti color porpora indossate da entrambi gli imperatori e Cristo (Fabbri P., 2006, p. 66).
Da osservare nel mosaico del presbiterio i ricchi elementi paesistici e naturalistici di tradizione ellenistico-romano, e quelli dell’abside di educazione bizantina, dove le figure sono ridotte a puri simboli, completamente statici (Bovini G., 1966, p. 32). Le raffigurazioni si svolgono in luoghi astratti, fuori dallo spazio fisico e dal tempo, secondo il gusto orientale.
Queste differenze stilistiche non comportano necessariamente epoche diverse, anzi si può dire che queste decorazioni siano state fatte all’incirca nel medesimo periodo, con forse la precedenza delle decorazioni del presbiterio (Bovini G., 1966, p. 34).
Al centro del presbiterio è collocato l’altare in alabastro datato al VI secolo (Fabbri P., 2006, p. 66).
BIBLIOGRAFIA
Bettini S., 1965, I mosaici di San Vitale a Ravenna, Milano: Fabbri; Ginevra: Skira.
Bovini G., 1966, Ravenna citta d'arte, Ravenna.
Fabbri P., 2006, Conoscere Ravenna, Ravenna.
Muratori S., 1945, I mosaici ravennati della chiesa di S. Vitale, Bergamo.

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[1] Questo ingresso tra la tarda antichità e il rinascimento fu abolito e ripristinato solo nel 1992.
[2] Il corpo di San Vitale sarebbe stato rinvenuto a Bologna da Sant’Ambrogio nel 393, ciò non esclude che il luogo del martirio sia a Ravenna, anche se non vi è alcun elemento che lo comprovi.
[3] 3X3X3 è il numero perfetto della trinità.
[4] Celebra la vittoria della cristianità sull’arianesimo.


Elaborazioni 3D

Teofania con Cristo Cosmocrator, San Vitale, il vescovo Ecclesio e due arcangeli

Editing by Tommaso Saccone


Lunetta con episodi della vita di Abramo

Editing by Tommaso Saccone

 


  Lunetta con i sacrifici di Abele e Melchisedec

Editing by Tommaso Saccone

 


Decorazione musiva parietale, Giustiniano e il suo seguito

Editing by Tommaso Saccone

 


Fregio posto nel complesso di San Vitale

Editing by Tommaso Saccone

 


 Decorazione Musiva pavimentale, Sacello

Editing by Tommaso Saccone

 


Decorazione musiva pavimentale Geometrica 

 Editing by Tommaso Saccone

 


 L'Affresco Barocco della Cupola

 Editing by Tommaso Saccone

 


 PhotoGallery